I benefici del Magnesio sulla Tiroide ed altri rimedi non farmacologici

È possibile sostenere un buon funzionamento della tiroide integrando minerali di magnesio, manganese, zinco e selenio.

Può essere assurdo affermare che un elemento da integrare assolutamente sia il magnesio e adesso diciamo il perché.
Sappiamo da quanto detto che la causa sta in una alimentazione non corretta che ci provoca demineralizzazione, squilibri vari……. basti pensare che le malattie delle cavie della scienza sono prodotte principalmente per insulto tossico, per stress metabolico (alimentazione squilibrata) o ambientale, e in tutti questi casi i tessuti della cavia diventeranno carenti di magnesio, oppure le malattie “commissionate” vengono fatte derivare direttamente da una carenza cellulare di magnesio prodotta per raffinazione del magnesio dai cibi somministrati (Magnesio, Lorenzo Acerra – 2008).

Questo non significa però che il magnesio è la cura universale ma se prendiamo in considerazioni le manifestazioni dell’ipotiroidismo, rallentamento del metabolismo, la stanchezza, la secchezza della pelle, la perdita dei capelli, l’aumento della massa corporea, la stitichezza, l’ipersensibilità al freddo, pallore, difficoltà nel respiro, problemi nelle mestruazioni ed infertilità, dolori muscolari e nelle articolazioni, anemia ed altri, capiamo immediatamente che la soluzione più immediata è assumere Magnesio.
Dott.ssa Rita Muro.

Benefici del Magnesio sulla tiroide

di Gianfranco Ruggiero

Il Magnesio e la tiroide.

La tiroide è una ghiandola endocrina (cioè a secrezione interna) che si trova nella regione sottoioidea del collo, al davanti della trachea (cioè sotto il “pomo d’Adamo”) ed è costituita da due lobi laterali uniti da un istmo. Dal punto di vista anatomo-microscopico l’unità fondamentale è il “follicolo” di forma cubica, che delimita la cavità follicolare, ripiena di sostanza colloide, costituita da tireoglobulina, che comprende residui tirosinici iodinati e rappresenta la forma di deposito degli ormoni tiroidei. La tiroide è legata all’e funzioni dell’pofisi che la controlla producendo un ormone, TSH o ormone tireostimolante, che è in grado di modulare la funzione della tiroide stessa, la quale risponde con la produzione di ormoni tiroidei, quali la tiroxina, T4 e la triodotironina, T3.

Il buon funzionamento della tiroide è uno dei fattori più importanti per una buona salute, fisica e mentale. Spesso alcune analisi correntemente usate per accertare il funzionamento di questa ghiandola non evidenziano i problemi che invece esistono; pertanto numerosi malanni causati in buona parte dalla tiroide (dalla depressione all’infertilità, dai problemi della menopausa alle difficoltà di concentrazione, aumento di peso, emicrania, colesterolo e pressione elevati, estremità fredde, perdita di capelli e livelli di energia bassi) vengono spesso attribuiti ad altre cause o semplicemente all’avanzare dell’età e non si pensa ad analizzare lo stato della tiroide.
In questo intervento, prenderò in esame solo il problema più comune dell’insufficiente, scarso funzionamento della tiroide l’ipotiroidismo.
Si potrebbe pensare che l’ipotiroidismo si diagnostichi quando un ormone o entrambi siano bassi. In realtà ciò accade raramente e solo nei casi di forte ipotiroidismo; nella stragrande maggioranza dei casi, per fare diagnosi di ipotiroidismo, basta che alle analisi del sangue risultino elevati i livelli del TSH. Ciò sta a significare che l’ipofisi, accorgendosi di un deficit funzionale della tiroide e senza aspettare che il livello di ormoni tiroidei si abbassi, aumenta la produzione dell’ormone TSH, nel tentativo di ripristinare una normale funzionalità della tiroide.
A questo punto, una volta effettuata la diagnosi (sia con il solo aumento del TSH, sia eventualmente con gli ormoni bassi), si tratta di stabilire la cura.
La Medicina Convenzionale, che ragiona in chiave di terapia sostitutiva, prescrive sempre l’ormone tiroideo, senza cercare di ripristinare una normale funzione della ghiandola stessa.

È possibile un approccio terapeutico diverso che parte dal presupposto che occorre soffermarsi sulla causa e non sul sintomo.

Questo spiega il perché non è condivisibile un protocollo che prevede l’uso della stessa medicina (l’ormone tiroideo) , per giunta “per tutta la vita” , in tutte le patologie della tiroide, anche molto diverse l’una dall’altra: lo stesso ormone, infatti, viene prescritto indifferentemente sia in caso di “tiroidite”, sia in caso di “noduli”, sia in caso di “ipotiroidismo”, sia in moltissimi casi di “ipertiroidismo”. È un po’ quello che avviene, ad esempio per la cura del diabete, ci si limita a prescrivere un ormone sintetico, l’insulina, che ne sostituisce la funzione e non ci si pone l’obiettivo di “curare” l’organo impigrito e funzionalmente stanco.

Nel caso dell’ipotiroidismo si ricorre alla tiroxina che però, con il tempo provoca un blocco funzionale della ghiandola, oltre ad effetti collaterali che non sono blandi: effetti sul cuore, sulle arterie, ansia, tachicardia, osteoporosi, oltre ad un blocco del metabolismo del paziente, che tenderà ancora più facilmente di prima a ingrassare.

In realtà, come si è già detto, la vera cura della tiroide non può che essere basata su un “percorso terapeutico causale”, che cioè vada a rimuovere le cause (metaboliche, energetiche, nutrizionale e quant’altro) che hanno provocato la malattia della tiroide. È solo rimuovendo quelle cause che la tiroide potrà guarire realmente e per sempre. Quindi non è la tiroide il vero bersaglio di cura, ma l’eliminazione delle cause prime che hanno provocato la malattia: una volta eliminate le cause, la tiroide guarisce automaticamente.
Quindi se vogliamo parlare di terapia, essa consisterà innanzitutto nel correggere gli squilibri metabolico – ossidativi ed energetici del paziente: per questo, ogni paziente è un caso a se stante e le cure sono molto individuali (non esistono protocolli!) (www.broussais.it/).

Quindi la cura dell’ipotiroidismo passa attraverso una riabilitazione funzionale della tiroide, che si ottiene innanzitutto correggendo la tipologia metabolica e ossidativa del paziente attraverso un idoneo stile di vita e uno specifico piano nutrizionale. Infatti esistono alimenti che rallentano o stimolano la funzione tiroidea come pure integratori/ farmaci che interferiscono con la tiroide.

Sono alimenti da evitare, in quanto fanno parte della categoria dei cibi goitrogenici:

  • soia,
  • semi di rapa,
  • cavolo,
  • cavolini di Bruxelles,
  • broccoli,
  • cavolfiori,
  • patate dolci,
  • maizena (o amido di mais),
  • fagioli di lima,
  • miglio perlato.

È opportuno evitare inoltre integratori di ferro o integratori di vitamine contenenti ferro, integratori di calcio, idrossidi di alluminio (o allumina), un antiacido popolare; Sucralfato, una medicazione per l’ulcera nonché inibitore della pepsina, il cui eccesso causa ulcere; alcuni composti per la riduzione del colesterolo, come la colestiramina ed il colestipol; l’amiodarone, comune farmaco per il cuore; i fans….(digilander.libero.it/ragusa/tiroidepnlg.htm)

Sono da promuovere invece i seguenti alimenti:

  • alghe,
  • banane,
  • patate,
  • pesce,
  • radicchio,
  • barbabietola,
  • semolino,
  • prezzemolo.

Alimenti che è sempre opportuno eliminare dalla dieta sono latte animale e suoi derivati, cereali mutati, essenzialmente grano e mais.

Sono da preferire il riso, il saraceno e il sesamo.

Inoltre evitare cibi cotti a temperatura troppo elevata, cioè al di sopra dei 110° C, oli raffinati, sostituibili con oli extravergini consumati crudi; zuccheri raffinati; limitazione per quanto è possibile, del consumo di prodotti manipolati, il che implica un maggiore consumo di alimenti biologici (L’alimentazione ovvero la terza medicina, Dott. Jean Seignalet – 2007).

Per sostenere un buon funzionamento della tiroide è possibile integrare minerali di magnesio, manganese, zinco e selenio.
Può essere assurdo affermare che un elemento da integrare assolutamente sia il magnesio e adesso diciamo il perché.
Sappiamo da quanto detto che la causa sta in una alimentazione non corretta che ci provoca demineralizzazione, squilibri vari, basti pensare che le malattie delle cavie della scienza sono prodotte principalmente per insulto tossico, per stress metabolico (alimentazione squilibrata) o ambientale, e in tutti questi casi i tessuti della cavia diventeranno carenti di magnesio, oppure le malattie “commissionate” vengono fatte derivare direttamente da una carenza cellulare di magnesio prodotta per raffinazione del magnesio dai cibi somministrati (Magnesio, Lorenzo Acerra – 2008).

Questo non significa però che il magnesio è la cura universale ma se prendiamo in considerazioni le manifestazioni dell’ipotiroidismo, – rallentamento del metabolismo, la stanchezza, la secchezza della pelle, la perdita dei capelli, l’aumento della massa corporea, la stitichezza, l’ipersensibilità al freddo, pallore, difficoltà nel respiro, problemi nelle mestruazioni ed infertilità, dolori muscolari e nelle articolazioni, anemia ed altri – , capiamo immediatamente che la soluzione più immediata è assumere Magnesio.


Leggi altri articoli sulla tiroide

Libri

 

La Tiroide Felice

Autore: Salvatore Simeone

In Italia soffrono di patologie legate alla tiroide oltre sei milioni di persone, in prevalenza donne, e l’unica cura prevista è l’assunzione dell’ormone tiroideo.

Ma esiste un modo alternativo e più ecologico per aiutare i pazienti, senza necessariamente prescrivere un potente farmaco per tutta la vita?

L’esperienza trentennale dell’autore su migliaia di casi clinici dimostra che non solo questo è possibile, ma anche che è l’unico modo per guarire veramente.

 

 

 

 

La Salute della Tiroide – Alimentazione specifica e rimedi naturali contro la tiroidite autoimmune, l’ipotiroidismo e l’ipertiroidismo

Autore:Ivo Bianchi

La tiroide è un organo che ha un ruolo fondamentale in ogni momento della vita, dalla gestazione alla vecchiaia.

Si stima però che in Italia più di 10 milioni di persone soffrano, spesso senza saperlo, di qualche patologia tiroidea. Questo problema ha assunto ormai, soprattutto nelle donne, le caratteristiche di una vera e propria epidemia.

Le malattie tiroidee sono in aumento soprattutto nei paesi industrializzati, complice la maggior esposizione a fattori scatenanti come virus, squilibri ormonali, errori nell’alimentazione, inquinamento e farmaci.

Il dottor Ivo Bianchi esamina tutti gli aspetti delle patologie tiroidee e propone…

 

 

 

Vivere Senza Problemi alla Tiroide – Come affrontare ipo e ipertiroidismo attraverso alimentazione, movimento, integrazione

Luca Speciani

Una dieta corretta, ma non solo!

Siamo di fronte a una inspiegabile epidemia di ipotiroidismo, e sembra ormai impossibile non trovare qualcuno sotto terapia se si esce a cena con qualche amico.

È un dato reale o siamo davanti ad un grave fenomeno di sovradiagnosi?

Non appena un paziente presenti segni di stanchezza o affaticamento, il medico di base suggerisce di controllare gli esami della tiroide e qui – stranamente – quasi tutti presentano qualche valore fuori posto.

 

 

 

Medical Medium – Guarire la Tiroide – La verità sulle malattie di Hashimoto e Graves, su insonnia, ipotiroidismo, noduli e virus di Epstein-Barr

Anthony William

La verità sulle epidemie più discusse e meno comprese di oggi

Di generazione in generazione ci sentiamo dire che la causa ultima dell’affaticamento cronico, dell’aumento di peso, dei problemi di memoria, di dolori e nevralgie, dell’insonnia e di molto altro è la tiroide. Eppure, malgrado l’attenzione medica rivolta a tutte queste condizioni, le persone non guariscono.

Dare un nome ai vari disturbi come “sindrome di Hashimoto” o “ipotiroidismo” non guarisce dalla miriade di problemi di salute che le persone sperimentano. Questo perché c’è una verità più grande…

 

Curare la Tiroide con l’Ayurveda  – Trattamenti naturali per la tiroidite di Hashimoto, l’iper e l’ipotiroidismo

Autore: Marianne Teitelbaum

Chili di troppo, capelli che cadono, senso di spossatezza, disturbi intestinali, problemi di sonno, depressione: la tiroide è vittima di molti fattori che cospirano per creare problemi di salute, spesso non diagnosticati.

Guarire la tiroide con l’ayurveda mette a fuoco l’argomento e anziché concentrarsi solo sul trattamento dei problemi e dei sintomi tiroidei, ci spiega che è necessario correggere gli squilibri che ne sono indirettamente la causa (infiammazione, tossine, fegato sovraccarico, sistema immunitario carente, ghiandole surrenali sotto stress).

Descrivendo i principi di base dell’ayurveda e gli strumenti chiave per la diagnosi precoce, Marianne Teitelbaum illustra i protocolli terapeutici di successo che ha sviluppato in oltre trent’anni di pratica ayurvedica…


Da Blog Cuoregreen

Ashwagandha e tiroide: dall’Ayurveda il rimedio per stimolare l’attività tiroidea

L’ashwagandha può migliorare la salute della tiroide?

Dagli studi svolti fin’ora e che presenteremo tra poco, che bisogna dirlo sono ancora incompleti, l’ashwagandha mostra delle buone potenzialità come alternativa naturale per stimolare l’attività della tiroide. Ciò significa che può essere da supporto per chi soffre di ipotiroidismo.

Come vedremo è invece da escludere il suo utilizzo in persone affette dalla condizione clinica opposta, ovvero ipertiroidismo.

L’ashwagandha può aiutare a trattare l’ipotiroidismo?

Dai risultati degli studi che seguono, l’ashwagandha sembra promettere molto bene, quanto meno come rimedio alternativo, o complementare, per il trattamento dell’ipotiroidismo.

Uno studio di 8 settimane condotto su 50 persone affette da ipotiroidismo, ha rilevato che l’assunzione giornaliera di 600 mg di estratto di radice di ashwagandha ha portato a miglioramenti significativi dei livelli tiroidei, rispetto all’assunzione di un placebo.

Quelli nel gruppo ashwagandha hanno mostrato aumenti significativi dei livelli di triiodotironina (T3) e tiroxina (T4) rispettivamente del 41,5% e del 19,6%. Inoltre, i livelli di ormone tireostimolante (TSH) sono diminuiti del 17,5%.

Secondo gli studiosi il responsabile di questo miglioramento, è il ruolo adattogeno svolto dalla pianta, capace di ridurre i livelli di cortisolo (ovvero l’ormone dello stress).

Infatti lo stress cronico fa impennare i livelli di cortisolo e ciò provoca un abbassamento dei livelli di ormone T3 e T4. L’ashwagandha sembra stimolare il sistema endocrino, aumentando i livelli di ormone tiroideo e riducendo il cortisolo.

Un ulteriore studio sembra confermare l’attività stimolante dell’ashwagandha sulla tiroide. Il test in questione è stato condotto su topi da laboratorio, che sono stati indotti chimicamente a ipotiroidismo tramite propiltiouracile.

Dopo 1 mese di trattamento con estratto di ashwgrandha gli studiosi hanno notato un netto miglioramento della funzione tiroidea, un aumento degli ormoni tiroidei T3 e T4 e una riduzione dello stress ossidativo.

Un successivo studio condotto su persone con disturbo bipolare, ha evidenziato che gli integratori di ashwagandha somministrati ai partecipanti, sono stati in grado di aumentare i loro livelli di ormoni tiroidei T3 e T4.

Naturalmente sono necessari ulteriori studi per comprendere meglio gli effetti a lungo termine dell’ashwagandha sull’ipotiroidismo, ma questi studi preliminari fanno già ben sperare… continua a leggere sul sito CuoreGreen


La Riflessologia Plantare per far ritornare il buon umore!

Crediti immagine Zone Riflesse

Come e dove stimolare l’Ipofisi in Riflessologia Plantare

Il punto dell’Ipofisi si trova nel dito alluce e esattamente si trova non al centro del polpastrello (come tanti testi dicono) bensì dove finiscono i centri concentrici della pelle (spesso coincidono con il centro del polpastrello del dito alluce, ma non sempre quindi tieni come riferimento le line concentriche della pelle)

Stimola l’ipofisi per circa 2 minuti per piede e vedrai che si otterranno già dei grandi risultati. Fare questo trattamento (e tutto quello che troverai leggendo questo post) 1 volta a settimana è già un bel traguardo per avere grandi soddisfazioni da parte del clienti e da parte nostra.

Attenzione che la stimolazione di questi punti sui polpastrelli è facilmente dolorosa quando si preme in profondità. Ti consiglio di aiutarti con un bastoncino apposito (lo trovi in offerta cliccando qui). Il dolore su una scala da 1 a 10 non dovrebbe superare livello 8 (che è già molto ma chiedi al tuo clienti un po’ di pazienza nel sopportare il dolore). Parti cauto e poi insisti premendo e facendo delle pressioni circolari in senso orario.

Stimolare la Tiroide in riflessologia per avere un effetto a 360°

La tiroide controlla tra le tante cose anche il nostro umore (oltre che il nostro metabolismo, sonno, mestruazioni, etc…).

Dopo aver stimolato l’ipofisi come descritto qui sopra devi stimolare la Tiroide su tutti e due i piedi … Volendo entrare nel dettaglio, ti voglio ricordare che essa ha due lobi (uno a destra e uno a sinistra) i quali si riflettono nel piedi. Rispettivamente il lobo destro lo ritrovi sul piede destro ed è quello addetto alla stimolazione e il lobo sinistro lo ritrovi sul piede sinistro ed è quello addetto alla sedazione. La tiroide quando è in equilibrio lavora con un alternanza tra stimolazione e sedazione, se prevale una di queste due funzioni nascono degli scompensi.

Quello che consiglio è di lavorare tutti i due lobi nei piedi (la zona la trovi sotto il dito alluce come uno dei punti di appoggio del piede) per circa 2-3 minuti per punto. Anche qui i risultati sono ottimi unito a tutto il lavoro sull’ipofisi e sui testicoli-ovaie.

Continua a leggere su sito Zone riflesse


 

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